Il “fai da te” del piccolo imprenditore su facebook

Capita sempre più spesso di trovare profili facebook di piccole aziende, come ad esempio “gelateria Taldetali” su facebook. Questi profili sono spesso gestiti dal proprietario o da un suo parente. Sul profilo ci sono poche notizie, molti amici ed ovviamente le foto del locale. Ebbene? Ebbene sono profili inutili, senza futuro.

Profili o pagine?

Questi profili vengono creati per scopi palesemente pubblicitari, consumano una discreta quantità di energie e risorse dell’imprenditore, e si presentano in generale come un cattivo investimento. Perchè? Perchè facebook potrebbe chiuderli in qualsiasi momento.

Ebbene si, secondo il regolamento di facebook questi “profili” dovrebbero essere “pagine” dedicate all’attività in questione. Le pagine, oltre ad essere più targetizzate e gestibili come fonti di informazione, hanno anche strumenti di analisi e di altro tipo pensati appositamente per questo genere di notizie sociali.

Anche la creazione delle pagine poi, deve essere effettuata con cognizione di causa e particolare attenzione alla scelta del titolo e dei dati da inserire.

Roi negativi e investimenti inutili?

Non è l’unico spreco che si verifica periodicamente verso chi vuole utilizzare facebook come strumento pubblicitario. Altra blanda caratteristica del social network: una volta creata una pagina è subissante la richiesta di promuoverla a pagamento.

Non che sia una cattiva idea, ma questo genere di pubblicità deve essere gestita con un certo rigore, secondo le buone regole del web marketing. Invece facebook è pieno di annunci costruiti male o peggio. Annunci non pertinenti alla categoria di zona, età, interesse. Spesso del tutto casuali. Insomma un bombardamento, frutto del qualè sarà sicuramente un ROI negativo, o nella migliore delle ipotesi appena sufficiente.

Insomma: del denaro che poteva essere investito meglio. In definitiva il “fai da te” del piccolo imprenditore che non si documenta è un qualcosa che dovrebbe cambiare.

Basta così, le critiche del giorno sono fatte ed ovviamente sono ben accolte opinioni o critiche avverse.

Un pony dentro l’apple store…adesso ti aggiusto io

Amici cari, quando ho letto sul mio fedele liferea questo articolo:

http://www.gizmodo.it/2010/09/06/questo-e-un-pony-ed-e-dentro-un-apple-store.html

non vi nascondo che stavo quasi per mettermi a piangere. Ci vuole un coraggio non indifferente per scrivere un articolo a sfondo pubblicitario su di un episodio simile.

Leggete l’articolo, leggete. Io vi aspetto…..

Lo avete letto? Benissimo, ora ecco il mio commento:

Non è la prima volta che su gizmodo (un nome un programma) appaiono vergognosi articoli pubblicitari sulle scemenze più variopinte (come le magliettine).

Ma questa volta…non sanno proprio più cosa inventare per spingere la gente a comprare quel fottutissimo iphone. Al posto del pony la prossima volta mi piacerebbe vedere l’apple store addobbato con dei bei falli finti di tutte le dimensioni e colori (non siamo razzisti qui alla apple): potrebbero ricordare metaforicamente ai clienti quanto sia valido il loro acquisto.

Oppure  potrebbero organizzarci uno strip-tease con l’iphone o l’ipad in mezzo alle cosce di una brasiliana. Già me la immagino….Alla fine dello strip vendono l’iphone utilizzato con un offertona sconto del 30%.

Si, l’iphone ti rende figo, l’iphone ti rende irresistibile. Compra un PC da 3000 euro all’apple store e sarai il RE incontrastato del mondo.

Perchè l’ecomostro è così cattivo con apple (o meglio gizmodo e le trovate pubblicitarie)?

Perchè in realtà io ho 5 iphone, 2 ipad, 3 applepc e mi sento così bene e così esclusivo che non desidero condividere con nessun altro questa mia felicità, ecco perchè cerco di tenervi lontani da apple. Per puro egoismo, altro che multinazionale.

I fallimenti di hackerjournal la palestra hacker bucata

Di progetti strampalati e fuori misura se ne trovano ovunque su internet ma fanno notizia quando cadono nel patetico. Questo è il caso di hackerjournal e della sua “Palestra hacker”.

Ora, non per contestare la vastissima competenza ed autorità della rivista, oltremodo fissata con gli scheletrini presenti praticamente ovunque, ma era proprio il caso di aprire questo progetto assurdo e lasciarlo fallire in modo altrettanto vergognoso?

Andiamo per gradi: di cosa stiamo parlando?

Nel 2002 la rivista hackerjournal – la prima (ed unica) rivista di hacking italiano se ne viene col seguente bottone sulla homepage : PALESTRA HACKER. Ed ecco cosa c’è scritto:

La Palestra Hacker di Hackerjournal.it è il luogo virtuale dove prendono luce le sfide organizzate dalla comunità della rivista. Esatto, è proprio così! Spettatori, attori e registi dei contest organizzati di volta in volta sarete voi, noi forniamo la materia prima… a voi mettere lo skill necessario!
Un progetto sullo stampo di Hack This Site! ma interamente made in Italy, realizzato per poter esercitarsi gratuitamente, liberamente e legalmente circa le metodologie d’attacco presentate nel corso di questi anni sulla rivista e nel forum.
Un server interamente dedicato allo scopo ospiterà a date prestabilite i vari hack game realizzati dagli utenti della community, gli stessi avranno quindi modo di confrontarsi utilizzando lo strumendo di elezione per questi utilizzi: il forum.

In pratica dice che LORO (quelli di hackerjournal che vendono e guadagnano sulla rivista) hanno avuto l’idea e mettono la materia prima (cosa sarà? Boh) mentre gli utenti del forum faranno tutto il lavoro gratis. Il progetto comunque di per se è interessante e qualcuno ci lavora, insomma nasce il dominio: http://palestra.hackerjournal.it/.

Ed è qui che viene il bello: è stato fatto talmente male che qualcuno (forse MR.MUSCOLO), stanco delle cavolate di hackerjournal, ha voluto toglierlo di mezzo.

Sulla home della “palestra” infatti c’è il seguente messaggio:

Contest finito a causa delle solite teste di ca**o
che non aspettano altro che una vulnerabilitÃ
per fare casini con il db (e non immagino nemmeno
cosa sarebbe successo se ci fosse stata qualche RCE).
Cioè, è una cosa abbastanza vergognosa.. Andare su un
sito messo su apposta per essere bucato e, dopo averlo
bucato, si passa a fare danni.. Vi rivelate solo per quello
che siete, lamer.
Non ci sarà nessun contest futuro, meno fatica per me e
peggio per voi.

Insomma ci si lamenta perchè oltre agli hack proposti è stato distrutto anche il sito che li ospitava? Ma non mi risulta che chiunque possa hackerare il database di hackthissite (il loro modello di ispirazione). Mi vien voglia di dire: “se non sapete fare le cose non lamentatevi poi che falliscano”. Comunque sia è tutto ridotto ad un ecomostro. Sul sito di hackerjournal tuttavia…c’è ancora l’inutile pulsante sulla home page.

Forse non se ne sono nemmeno accorti….

Proteggere le proprie immagini con il copyright (o watermark) su windows, linux e mac

Ad oggi si rende sempre più importate poter difendere il proprio lavoro, in particolare i propri contenuti siano essi testo, immagini, audio od altro.

Questo articolo tratta di come dimostrare facilmente la paternità delle immagini.

Ma da dove nasce il bisogno di protezione?

Beh, Se trovo una fotografia su internet, su una rivista o su qualunque altro mezzo posso utilizzarla?
Per rispondere occorre brevemente accennare al fatto che il dritto d’autore è composto da due diritti fondamentali: il diritto di paternità e il diritto di utilizzazione economica.

In altre parole, quando trovo una foto di un paesaggio, so che qualcuno l’ha scattata e quindi ne è l’autore. Su questa foto l’autore ha tutti i diritti (morali, ovvero essere riconosciuto come creatore della foto – cd. Diritto di paternità; materiali in quanto può vendere, cedere, regalare, licenziare, i diritti di sfruttamento dell’opera).

E quindi? Quindi basterebbe chiedere al proprietario il permesso ad utilizzarla. Inutile sottolineare che questo non accade quasi mai. Nessuno ti chiede il permesso e, anzi, ci sono casi di rivendicazione inversa del diritto d’autore.
Come ovviare per quanto riguarda le foto?
Un’ottima soluzione è quella di inserire nelle proprie foto un watermark, ossia un’immagine semi-trasparente che, sovrapposta alle nostre foto, ci delinea come legittimi proprietari. Per farvi un esempio, ecco una foto con watermark di p.m.a.:
ciskbeer watermark Come è possibile notare l’immagine è leggermente alterata dalla scritta che tuttavia non  disturba ma ci assicura la paternità.
Grazie a questa tecnica possiamo far valere i nostri diritti nei confronti di chiunque copi l’immagine.
Rimane un ultimo punto da discutere ossia come inserire il watermark nelle immagini.

Ecco come inserire il watermark nelle immagini

La soluzione migliore è quella di utilizzare appositi software che, presa l’immagine da inserire, la sovrappongono automaticamente a tutte le immagini che vogliamo.

Di seguito alcuni software per i principali sistemi operativi:

Windows : watermark v2

Mac :iMagine Photo Automator Actions oppure Stamp Sphere

Linux : beh, non sembra esserci qualcosa di direttamente utile , quindi potete utilizzare gimp

E questo è tutto gente. Spero abbiate gradito.

iPhone 4 : è costosissimo, è difettato…ma lo vogliono tutti…davvero?

Oggi vorrei spendere anch’io (e aiutatemi a dire anch’io) due parole sull’iphone. Premetto che ne ho le scatole piene di Tecnocino che non parla d’altro: iphone, iphone quant’è bello, quant’è bono.

Addirittura (e aiutatemi a dire addirittura) , alcuni annunciano risse e sabotaggi nei negozi pur di acquistare il gioielloso cellulare/computer da 800 euro, ecco qualche link a tema:

E quindi poco manca che la gente ruba e si uccide per questo mitico iphone. C’è perfino chi ne compra più di uno, tra seconda, terza e quarta generazione. (video).

Analiziamo sommariamente le caratteristiche di quest’oggetto così come descritte sul sito apple.

  • Facetime (videochiamata)
  • Display ad alta risoluzione
  • Multitasking (può avviare più programmi contemporaneamente)
  • La videocamera registra

Queste le caratteristiche principali sul sito. Più in basso ci sono le peculiarità disponibili online (cioè grossomodo vi dovete connettere ad internet)

  • Folders for apps: potete ordinare i vostri programmini sull’iphone in delle cartelle, boh…
  • iBooks : potete scaricare ebook e leggerli sul minuscolo display dell’iphone finchè non si scarica la batteria, wow, finalmente possiamo fare a meno di quella maledettissima carta rilegata comunemente conosciuta come libro.
  • Home screen : non dovete dannarvi per cercare i programmini dell’iphone perchè stanno tutti sulla schermata principale del telefonino
  • iMovie : potete guardare video sul minuscolo display del vostro iphone finche non si scarica la batteria, ottimo per chi non posssiede nè computer, nè Tv e sente l’impellente bisogno di fare qualcosa per un’oretta scarsa mentre viaggia
  • Phone : potete anche telefonare con l’iphone, grande!
  • Mail, safari, photos : potete leggere le mail, navigare su internet, scaricare le foto, etc…Avete presente il pc sul quale state leggendo questo articolo? Più o meno le stesse cose.

Ora arriva il meglio:

  • App store : potete comprare (spendere ALTRI soldi) i programmini che usate sul vostro iphone!
  • Music store : potete comprare (spendere ALTRI soldi) la vostra musica preferita!

Direi che è tutto. MA CHE BELLO! Peccato che abbia qualche difettuccio di fabbricazione:

Oooooh, si fa ancora più allettante. Sto correndo al più vicino apple store munito di spranga per comprarmi anch’io l’iphone, e TU ?.

La vera origine di tetris

Ecco, mi sono imbattuto in un articolo (o meglio stupidaggine) su gizmodo. Ecco l’articolo originale : LINK.

Insomma, ecco che qualche idiota s’è inventato che il tetris prende origine dai pupazzetti di Space Invader.

Sono abbastanza sicuro che vi state chiedendo il perchè di questa stupidaggine… presto detto: il denaro. Ed infatti ecco in vendita la maglietta dell’ennesima bufala. (con un bel link al sito di vendita).

Non è infatti un segreto che il tetris è stato inventato da un programmatore russo nel 1984, ispirandosi agli sconosciutissimi pentamini.

Che dire….fatevi due risate ma NON comprate la maglietta.

News Beppe : comunicato politico numero trentaquattro

L’articolo originale: http://www.beppegrillo.it//2010/08/comunicato_politico_numero_trentaquattro/index.html

Il  commento :

Orbene, ultimamente i piatti di Beppe Grillo avevano assunto tutti una certa piega…Quel non so chè di scoraggiante, unito a quel sempre presente pizzico di futuro apocalittico. Il tono militare da squadriglia e, soprattutto, nessuna speranza certa.

Invece, l’epilogo di quest’ultima notizia è significativo: perchè non ci troviamo di fronte alla solita tiritera a-politica, c’è l’aggiunta dei risultati e degli sforzi di tutti coloro che hanno creduto in Beppe (e diciamolo, in loro stessi).

Il MoVimento 5 Stelle si presenterà alle elezioni politiche, che siano ora o nel 2013, e alle elezioni comunali del 2011 che riguardano molti capoluoghi di provincia come Milano, Torino, Bologna e Genova. La scelta dei candidati sarà fatta on line attraverso il portale (*) dagli iscritti.
Ecco finalmente coronare, in poche e distratte parole, la coda dell’articolo “mummie ancora al potere”.

Personalmente in queste ultime parole leggo la vittoria di Beppe ed il significato di quelle poche paroline onnipresenti in fondo a tutti gli articoli fin’ora pubblicati:

Loro non si arrenderanno mai (ma gli conviene?). Noi neppure.

Nasce Blog Ecomostro

Nascere su internet può significare ben poco. Su internet, più che nel mondo vero (o di cellule) si cambia e ci si trasforma più velocemente che mai.

La vita media di un blog è di qualche anno. Pochissimi arrivano ai 10…

Ad ogni modo, Blog Ecomostro vuole essere uno spazio libero sul quale spaziano gli argomenti più diversi. In linea con le politiche di internet chiunque può collaborare: unica condizione, vogliamo solo articoli…Stimolanti!

Chi siamo noi? Non importa. Parliamo a nome degli utenti dei feed che, tra una pausa e l’atra vorrebbero leggere qualcosa scritta con fantasia. Un tipo di notizia tra il goliardico e il simpatico, l’inquietate e il drammatico; insomma: non ci vogliamo annoiare durante la pausa caffè.

Inizia così Blog Ecomostro.